Esperienza Trading

Chi sono 


 

Una privilegiata sotto diversi aspetti, mi considero tale.

Rientro tra quel basso numero di trader profittevoli, ossia di chi a fine giornata, fine settimana, fine mese e fine anno chiude con un saldo positivo tra operazioni profittevoli ed operazioni finite in stop.

Mi considero una privilegiata perchè non mi son mai lasciata abbacinare dalle pubblicità ingannevoli della flotta di broker che spuntano come funghi i cui slogan sono del tipo ” con soli 500 euro sul tuo conto riuscirai a guadagnare fino a 2.500 euro in un solo giorno” .. oh si può anche accadere … pura fortuna, fortuna che il giorno dopo ti gira contro.

Mi considero una privilegiata per non aver mai avuto la presunzione di poter essere profittevole dal primo giorno, per il percorso che ho voluto fare, di ricerca, di demo, di studi sui grafici, delle migliaia di ore trascorse negli anni ad osservare grafici fino quasi a far lacrimare gli occhi, nel non aver mai creduto ad un magico indicatore e non essermi persa nel mondo degli EA.

Mi considero una privilegiata, perchè nonostante tutto, riesco ancora a divertirmi con ciò che è diventato il mio lavoro.

Il mio approccio al trading risale a diversi anni fa, ed iniziai con il forex, il primo amore.

E’ stato per lungo tempo un’attività che viaggiava in parallelo con quella che era mia attività lavorativa principale, quella che mi consentiva di sostenermi economicamente, ossia pagare l’affitto, le utenze, gli svaghi, insomma … vivere.

Il primo incontro con questo fantastico ed infame mondo, perchè è anche infame, è stato del tutto casuale. Ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai approfondito il tutto fin quando, per ragioni di lavoro, incontrai un filosofo (docente di filosofia in pensione) che faceva trading, il mio mentore, e davanti ad un monitor, una tazza di te e la sua pipa iniziammo a parlarne, parlò di cifre, di profitti, di Money Managment, di Profit Factor, cose per me del tutto ignote. Mi mostrò uno dei grafici sui quali tracciava i suoi studi, un grafico che in quel momento mi risultava complesso solo a guardarlo e che oggi definisco spartano e minimal o semplicemente pulito. Ebbene si, il suo metodo di trading era basato su quattro o sei trendlines, ritracciamenti ed estensioni Fibonacci, un RSI e sul lungo periodo erano tracciate le onde di Elliot, nulla di più, ed aveva un Profit Factor invidiabile.

Conoscevo i grafici ed i mercati finanziari, per altre ragioni, ma non c’ero mai “entrata dentro”, e la cosa che mi colpì di più di quella prima piacevole e istruttiva conversazione, perchè ne seguirono altre, era il contrasto tra la pacatezza, la serenità e l’irremovibilità del “mio” filosofo e il nervosismo di un mercato.

E così, per una serie di ragioni, tra cui curiosità, desiderio di ampliare delle conoscenze, e cercare di migliorare uno stile di vita, timidamente gli chiesi se avesse voluto e potuto insegnarmi quello che lui faceva ogni giorno.

Mi gelò con la sua risposta “Posso insegnarle solo cosa e come “disegnarlo” su un grafico, ma il resto dovrà farlo da sola, dovrà essere lei a entrare in un grafico e sentirne il respiro”. E’ così che è iniziato tutto